Il tempo, compagno della vita
Pubblicato da Rosaria Palmieri in Monte del Carmelo n62 · Martedì 02 Gen 2024 · 3 minuti
Il tempo è formato da anni, mesi, giorni, ore, minuti. Con la parola “tempo” ci riferiamo anche alle condizioni climatiche e meteorologiche. Oltre al tempo scandito
dal cronometro, vi è anche quello rappresentato dai sentimenti. Quest’ultimo è nostro amico, complice e custode delle azioni svolte nel corso della vita, della quale è compagno fin dal concepimento.
Tuttavia creatore e conduttore del tempo e della vita è soltanto Dio, che conosciamo e amiamo col passare degli anni. Per gli antichi il tempo rimette le cose a posto, le dirige e dà significato a tutto.
Per Lucio Anneo Seneca: “Il tempo scopre la verità”, ad esempio se un’amicizia è sincera o finalizzata a qualcosa. Esso si divide in passato, presente e futuro. Il passato custodisce in uno scrigno i ricordi di gioie, dolori, emozioni, delusioni.
Il futuro è lo scrigno della speranza, nel quale vorremmo inserire i sogni e le aspettative più belle che il nostro cuore desidera. Il futuro, poi visto con la fede, è quello che ci porterà a vedere
il volto di Dio, alla Resurrezione e alla gioia eterna “Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo” (Lc 6,23).
Il presente è l’equilibrio del tempo, permette di verificare il passato e sperare nel futuro. È l’autentico artefice della realtà in cui oggi viviamo.
Pertanto è proprio il presente che dobbiamo impegnarci a vivere bene. Trascorsa la giornata, le azioni buone o cattive si andranno a depositare nel passato che non potremo più cambiare, ma solo ricordare. E tra
i ricordi, qualora ci fosse qualche avvenimento che ci rattrista, non bisogna a mio avviso “mai” avere rimpianti per le scelte fatte nella vita in quanto, pur ipotizzando nella nostra mente che una scelta diversa
dalla precedente avrebbe potuto essere positiva per noi, non lo sapremo mai, poiché non essendo stata vissuta e sperimentata come la prima, non potremo verificare quanto pensato. Pertanto, anche in quelle scelte che
supponiamo siano state negative, c’è sempre qualcosa che ci ha reso gioiosi: qualche serata trascorsa con gli amici di lavoro o di famiglia; le feste a cui abbiamo partecipato in diverse occasioni; i giochi fatti
con i compagni più cari dell’infanzia e magari anche di oggi; la nascita di un bambino/a a noi tanto caro/a.
A mio parere, quello che dobbiamo analizzare del passato è il “come” abbiamo affrontato determinate situazioni per correggere gli atteggiamenti negativi e confermare
nel presente e nel futuro quelli positivi. C’è una sola certezza: la vita è portatrice sempre di positività e negatività, qualunque sia stata la scelta fatta. Dunque, l’unica scelta
di cui non sbaglieremo mai è il fare del bene e amare tutti come veri fratelli e sorelle.
Tale scelta ci renderà sereni in quanto rispetta la volontà di Gesù: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”. (Gv 15,12).